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VillaLiterno.Net » La storia di S.Tammaro

LA STORIA DI S.TAMMARO

Il Patrono e protettore del Comune di Villa Literno è San Tammaro, già Vescovo, ritenuto dagli  storici locali, probabile discepolo del Grande Padre della Chiesa S. Agostino d’Ippona ( di età presumibile di 30-40 anni) vissuto intorno all’epoca della presa di Cartagine ( 439-440 d.c ), uno dei Dodici Vescovi africani, dapprima catturato, imprigionato, torturato e poi esiliato dai Vandali di Genserico, ed insieme ai suoi compagni, fu legato ed imbarcato su una vecchia nave sfondata e senza timone, con la brama di vederli affogare in alto mare e finire in pasto agli squali. Beffardamente fu affidata a San Castrese la poppa della nave, come comandante, ed a S.Tammaro la prua, raggiungendo e approdando in Castel Volturno il 10 maggio dell’anno 440 d.c., mentre secondo altri storici del tempo, sarebbe sbarcato a Cuma o addirittura in Liternum ( attuale Lago Patria o Villa Literno ? ). Di San Tammaro, si sa, che giunto in Campania, si sarebbe ritirato a vita eremitica tra Morcone e Campolattaro, nei pressi di Benevento e nelle vicinanze del fiume, che da lui avrebbe preso il nome ( il Tammaro ). Per gli alti e conosciuti meriti, sarebbe stato chiamato a reggere la sede episcopale beneventana, e di Benevento sarebbe stato vescovo dal 465 al 490, dopo Doro II e prima di S. Sofia. Altra versione, ci fornisce Michele Monaco, storico capuano, opinando, che il nostro Santo, prima di essere acclamato vescovo a Benevento, visse, sì da eremita, ma nei pressi delle sponde del fiume Clanio ( oggi denominato " Regi Lagni" ), nel territorio capuano. San Tammaro, infine, sarebbe morto probabilmente il 15 Ottobre del 490, all’età di circa 80 anni. In suo Onore e memoria i beneventani eressero una chiesa sul suo [ romitorio? ], divenuta successivamente meta di pellegrinaggio, della quale, oggi, non esiste alcuna traccia. Fin dal XIV° secolo con la presenza di chiese, erette in suo onore, il culto di San Tammaro, è riscontrato nelle comunità di Carinola, Pontalatone, Casacellere, Giuppo, S. Andrea del Pizzone, Villa di Briano, Casaluce e Castro dei Volsci, in Provincia di Frosinone.  Il Santo è maggiormente venerato nelle comunità, di cui è considerato Protettore e Patrono, di San Tammaro ( CE ) ricadente nella arcidiocesi di Capua, di Grumo Nevano ( NA) e di Villa Literno ( CE ) appartenenti alla Diocesi di Aversa. Il nominativo di San Tammaro, risulta ignoto al Calendario Marmoreo di Napoli del IX° Secolo, mentre è ricordato dal Martirologio Romano, alla data del 1° Settembre, contestualmente con quelli degli altri vescovi( dodici esiliati da Genserico ) con la seguente scrittura: " A Capua san Prisco Vescovo, il quale fu uno di quei Sacerdoti che, nella persecuzione dei Vandali, per la fede cattolica diversamente tormentati e posti su una vecchia nave, pervennero dall’Africa ai lidi della Campania, e sparsi in quei luoghi, e posti al governo di diverse Chiese, propagarono mirabilmente la religione cristiana. Furono anche suoi compagni Castrense, il cui giorno natalizio si celebra l’undici febbraio, Tammaro, Rosio, Eraclio, Secondino, Audiotore, Marco, Augusto, Elpidio, Canione e Vindinio ". Il Martirologio Romano, promulgato dal papa Gregorio XIII° nel 1584, avvalendosi della consulenza di Cesare Baronio, si ispira in assoluto alla Vita S. Castrensis, nella quale si legge : " Fra questi ( i dodici Vescovi ) in modo particolare splendevano per meriti, ottimi costumi e dottrina Rosio, Prisco, Tammaro e l’eccelso Castrense". La Chiesa beneventani celebrava la memoria di S.Tammaro, riportata nel calendario di S. Maria in Gualdo, il 15 Ottobre, data presunta della sua morte. A Benevento la devozione verso il nostro Santo era così viva, che il suo nome fu incluso nelle litanie dei Santi della Chiesa locale. Con l’orazione si pregava: " O Dio, che hai voluto illustrare con mirabile santità il tuo beato confessore e vescovo Tammaro, fa che per i suoi meriti e la sua intercessione abbiamo la grazia di partecipare alla gloria del cielo". Le reliquie di S. Tammaro, vengono conservate sotto l’altare maggiore della cattedrale di Benevento, insieme a quelle di altri santi. Nell’anno 1687, addì 10 del mese di Novembre, il Cardinale Arcivescovo Vincenzo Maria Orsini, fu l’ autore di una attenta ricognizione. Un secolo più tardi, prima del 1799, furono trasportate presso Montevergine, ritenuto luogo più sicuro. In Benevento, a ricordo del santo, si custodisce la targhetta di identificazione delle sue reliquie. Troviamo delle incertezze e difformità sulla nomina di S. Tammaro, ma è indiscussa la sua venerazione, documentata da antichi calendari e dalle molte chiese a lui dedicate in tutta la regione. Il suo culto, più che in altri luoghi, debba spettare alla Diocesi di Capua, precisamente, ai luoghi, ove sia la Parrocchia che il Comune sono chiamati con il nome del Santo, ma in realtà, è andato affievolendosi, già dai primi anni del Seicento, quando ha avuto maggiore consistenza la devozione verso la Madonna della Libera, relegando in secondo piano quella per il santo Patrono e Titolare, fino al punto, che il paese, è passato in terza posizione, dopo i Comune di Grumo Nevano e Villa Literno ( in ordine all’entità di culto del santo beneventano ). A testimonianza dell’affievolirsi del culto, da parte dei San Tammaresi, è il fatto che, la festa in onore del Santo, è oggi, celebrata solamente il 16 gennaio, con l’abolizione di quella settembrina, contestualmente alla scomparsa di usanze popolari, per circa, tre secoli era caratterizzata, per volere testamentario del Parroco Don Mario Carrese ( deceduto il 1° Agosto 1639 ), il 16 gennaio di ogni anno si offriva la dote matrimoniale ad una fanciulla bisognosa del paese, di età compresa tra i dodici ei venti anni, sorteggiata, dopo la Messa solenne, da due amministratori comunali. Durante la festa in onore di S. Tammaro, in molti luoghi, vengono benedetti il pane e gli animali. Tale consuetudine, di tradizione secolare, trae la sua origine da un miracolo attribuito a S. Tammaro, i cui ricordi e testimonianze sono tramandate di generazione in generazione, con tutte le caratteristiche leggendarie. A me, è stata tramandata nella versione, che, S. Tammaro, una volta giunto, nel nostro paese, dopo il fortunoso viaggio, e precisamente all’altezza della Via San Tammaro ( si dice, che, tale denominazione fu attribuita alla strada per la sua percorrenza dal santo ), nella quale, elemosinando, giunse in un tugurio ( posto in un cortile, cosiddetto " ù luogo i pacchianell "), abitato da una famiglia piombata nella più angosciante povertà, a causa della morte di una mucca ( unico sostentamento per la famiglia ). S. Tammaro, a tale vista, si fece accompagnare nel luogo ove giaceva l’animale, oramai senza vita; lo guardò, ed elevando una fervida ed accorata preghiera a Dio fonte della vita, e grazie al suo intervento, essa si alzò in piedi viva e sana, e solo allora i padroni gioiosi dell’avvenuto miracolo offrirono al Santo il pane. Anche intorno a questo miracolo, incombono incertezze di localizzazione, infatti, si ritiene che l’origine di questo prodigio, abbia generato l’appellativo della Chiesa e del Comune Tammarese, che tra l’altro, l’immagine dell’animale viene riscontrato nello stemma comunale. Ad onor del vero, bisogna dare atto che il prodigio miracoloso, di cui S. Tammaro, ne fu l’artefice intercessorio, non è sconosciuto agli ambienti grumesi e liternesi ( la versione sopra riportata, non a caso è riportata da un liternese ). Quello che, dalle mie ricordanze e ricerche, che ho la presunzione di avere fatto, circa la devozione liternese al Santo Patrono, nasce con innocente spontaneità la domanda, relativa al fatto della non esistenza sul nostro territorio di una Basilica, Chiesa o Cappella recante il nome e consacrata allo stesso? Delle tradizioni locali, intorno ai festeggiamenti in onore di S. Tammaro, sono andate perdute, con il passare del tempo, o, a dir meglio, sono state volutamente abolite, forse anche perché rasentavano il paganesimo, il fatto di adornare la statua del Santo, con le offerte in carta moneta, con tanto di pubblicità del benefattore. Altre tradizioni, sono andate perdute, in special modo, una di quella culinaria dell’ oca imbottita, che immanchevolmente doveva trovarsi in tavola nella giornata di festa; Io riesco, tra le tante cose perdute, e la maggior parte, sono riferite alla fede cattolica, alla devozione al Santo Patrono, alla recita del Santo Rosario, a ricordare, come mi è stato insegnato dai miei genitori, umili quali sono stati, di recitare in occasione della festività ricorrente il 16 gennaio; Volutamente trascrivo di seguito il TRIDUO SOLENNE, per ricordarlo, almeno a quanti riuscirò ad annoiare, con questo scritto, che veniva recitato ripartendolo nelle giornate : Primo giorno : 13 gennaio 1. Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto risplendere la fanciullezza del tuo servo san Tammaro con quella viva luce, che è la vera perfezione dell’anima; umilmente ti preghiamo di illuminare la nostra mente, affinché non corriamo alla ricerca delle cose della terra, ma di quelle del cielo. Padre nostro. 2. Dio onnipotente ed eterno, che hai infiammato del tuo amore il nostro protettore san Tammaro; umilmente ti preghiamo, per sua intercessione, di inondare del tuo amore il nostro cuore, per poter corrispondere al tuo immenso amore per noi. Ave, o Maria. 3. Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al glorioso nostro san Tammaro il grande dono dell’umiltà; con cuore di figli ti chiediamo, per sua intercessione, di arricchirci della medesima virtù, affinché non ci lasciamo vincere dalla superbia, e ci conserviamo sempre docili alla tua volontà. Gloria al Padre. Preghiera a san Tammaro. Canto…… Secondo giorno : 14 gennaio 1. Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto dono della sapienza del cuore al tuo servo san Tammaro; per i meriti del tuo figlio Gesù Cristo, e per l’intercessione del nostro santo patrono, concedi anche a noi tanta sapienza, da poterci sempre allontanare dal male e seguirti sulla via del bene. Padre Nostro. 2. Dio onnipotente ed eterno, che hai dato al nostro santo un grande amore alla preghiera; per sua intercessione umilmente ti chiediamo di conservare ed aumentare la nostra fede, affinché quanto ti domandiamo nel nome del figlio tuo Gesù Cristo ci venga concesso dalla tua bontà infinita. Ave, o Maria. 3. Dio onnipotente ed eterno, che hai arricchito con la virtù della semplicità il nostro patrono san Tammaro; per sua intercessione facci essere semplici come i colombi, ma anche prudenti come i serpenti, secondo gli insegnamenti di Gesù, nostro maestro. Gloria al Padre Preghiera a S. Tammaro. Canto…… Terzo giorno : 15 gennaio 1. Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso a san Tammaro il dono inestimabile di una fede grande ed operosa; per intercessione del nostro santo protettore, oltre alla sua stessa fede, dacci tanto coraggio e tanta costanza nel testimoniarla nel mondo in cui viviamo. Padre nostro. 2. Dio onnipotente ed eterno, l’amore per te e per il nostro prossimo sono i più grandi comandamenti; umilmente ti preghiamo, per intercessione del nostro santo, di infondere nel nostro cuore questi due grandi amori, affinché, come san Tammaro, sappiamo amare e servire te e i nostri fratelli. Ave, o Maria. 3. Dio onnipotente ed eterno, il nostro protettore san Tammaro, come vescovo, ha speso tutta la sua vita servendo i fedeli cristiani affidati alle sue cure pastorali, e indirizzandoli verso la strada della salvezza; ti preghiamo di farci dono di tanto zelo e di tanta forza, per poter fare della nostra vita un’offerta totale e te e ai nostri fratelli. Gloria al Padre. Preghiera a S. Tammaro. Canto…….. 
 

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